Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Il subfornitore si prende la rivincita

Italia a vocazione industriale e manifatturiera, l’Italia dei distretti, delle piccole e medie imprese, della subfornitura di qualità. Questo è il contesto da cui partire per leggere la storia di Stv Italia, una cosiddetta “multinazionale tascabile” del torinese che, dal 1967, opera nel distretto dell’automotive come realtà strutturata della subfornitura dell’indotto Fiat. “In Italia nei settori maturi stiamo assistendo a una forte stagnazione del mercato, l’offerta eccede la domanda e la competizione dei paesi a lavoro low-cost ha fatto il resto – dice Alessandro Vairelli, fondatore e amministratore delegato – per cui abbiamo dovuto pensare a come restare competitivi e continuare a far crescere la nostra azienda”.

La Stv negli anni ha quindi avviato un processo di diversificazione geografica per seguire l’evoluzione del proprio core business(automotive ed elettronica), di fatto inseguendo i luoghi dove questo si stava spostando, aprendo quattro sedi operative in Francia, Ungheria, Romania e Brasile. Assicurata la competitività, l’impresa – una realtà dinamica di circa 70 dipendenti dislocati nelle varie sedi – ha quindi dovuto concentrarsi sulla crescita e l’aumento di redditività, ma non senza avere una visione lungimirante che potesse valorizzare le proprie competenze e l’appartenenza ad un determinato territorio.

La storia dell’azienda diviene quindi emblematica di un percorso virtuoso di crescita, basato su una forte scelta strategica (forse auspicabile per molte delle imprese di subfornitura caratterizzanti il tessuto produttivo italiano): da azienda di processo rivolta a un mercato locale, divenire un’azienda di prodotto rivolta al mercato globale. La transizione è stata suggerita da una serie di fattori: il possesso di una tecnologia piuttosto complessa che poteva essere trasferita ad altri settori produttivi e il fattore “made in Italy” come leva competitiva.

Da qui nel 2011 nasce Caino Design, il marchio aziendale dedicato al lancio di una linea di prodotti nel settore del design e del complemento d’arredo. La tecnologia della fotoincisione, tipicamente utilizzata per lo stampaggio di circuiti elettrici, oggi viene utilizzata anche per realizzare elementi d’arredo di grande formato, come i pannelli per interni dal design accattivante e la particolare sottilissima struttura e la MeLamp Aurora, che unisce l’elemento stilistico raffinato a quello della personalizzazione e del do it yourself, perché può essere modellata personalmente da chi la acquista.

Se prima per la Stv il web aveva poco più che una funzione istituzionale, oggi la totalità dei contatti commerciali sviluppati per il settore design arriva proprio grazie al web e al presidio delle fiere di settore. Un sito esclusivamente in inglese (anche l’80% del fatturato viene fatto all’estero) e i canali social, dove l’aspetto visivo ed esperienziale del prodotto può essere valorizzato e divenire un contenuto virale nelle community interessate al mondo del design. Ancora una volta, quindi, il web da solo non salverà le aziende italiane, ma senza il web sarà difficile che si assicurino un futuro di crescita.

Nella storia di questa azienda manifatturiera italiana possiamo rintracciare tutti i migliori ingredienti della ricetta per la competivitità del made in Italy: alta qualità delle competenze, contaminazione e ibridazione tra filiere produttive, promozione del fattore territoriale attraverso la valorizzazione della qualità distintiva delle produzioni italiane, utilizzo del web per il presidio di mercati inesplorati e per l’internazionalizzazione. Sono questi i nuovi pionieri del made in Italy.